Il mio Proxima non è un software che si installa sul telefono o sul computer. È un portale web edito da Tutelle Au Quotidien, accessibile tramite un browser all’indirizzo monproxima.fr. Per le famiglie che si trovano ad affrontare una misura di tutela o curatela, questa distinzione cambia tutto: non esiste alcun file da scaricare, nessuna applicazione su Google Play o App Store.
Il mio Proxima e la confusione con un’applicazione mobile classica
La ricerca “scaricare Il mio Proxima” ritorna regolarmente nei motori. Essa traduce un riflesso logico: quando si gestisce la protezione di un adulto, ci si aspetta di trovare un’applicazione dedicata. Il problema è che questo riflesso espone a rischi concreti.
Il mio Proxima funziona in modalità SaaS (software accessibile online). Nessun file .exe o .apk è distribuito dall’editore. Gli aggiornamenti avvengono lato server, senza intervento dell’utente. Se un sito propone un file da scaricare con il nome “Proxima” o “Il mio Proxima”, non si tratta del servizio ufficiale.
L’unico accesso affidabile rimane l’inserimento diretto dell’URL monproxima.fr nella barra degli indirizzi del browser, o l’utilizzo della pagina di accesso dedicata (/login). Una guida dettagliata permette di scaricare l’applicazione Il mio Proxima su Magazine Seniors chiarendo ogni passaggio di questa procedura di accesso sicuro.
Creare un collegamento sul desktop di un computer o sulla schermata principale di un tablet dà l’apparenza di un’applicazione installata, senza mai passare per uno store. Questa è spesso la soluzione più pratica per un adulto protetto o un familiare che non si sente a proprio agio con il digitale.

Accesso al portale Il mio Proxima: il mandante giudiziario decide
Un punto che le famiglie scoprono a volte troppo tardi: l’accesso a Il mio Proxima dipende interamente dal mandante giudiziario (MJPM) o dal servizio tutelare incaricato della misura di protezione. È il mandante che apre il fascicolo sul software professionale Proxima, poi trasmette le credenziali di accesso al portale.
Senze questa attivazione preliminare, la piattaforma rimane inaccessibile. Anche conoscendo l’URL, è impossibile creare un account in modo autonomo.
Governance dei diritti di accesso in tutela
Il mandante conserva il controllo sulle autorizzazioni. Decide quali familiari o quale persona protetta possono consultare quali informazioni. Questa architettura dei diritti risponde a una logica giuridica: in tutela, il mandante agisce sotto il controllo del giudice delle tutele, e la diffusione dei dati personali dell’adulto protetto obbedisce a regole rigorose.
Concretamente, un familiare autorizzato accede a uno spazio consultivo. Può visualizzare documenti, seguire lo stato dei conti o verificare scadenze. Tuttavia, nessuna registrazione contabile né operazione bancaria può essere effettuata tramite Il mio Proxima. Il portale è uno strumento di lettura, non di gestione attiva.
- L’apertura dell’accesso è a iniziativa del mandante giudiziario, mai della famiglia da sola
- I familiari autorizzati dispongono di un accesso distinto, limitato alla consultazione dei dati condivisi dal MJPM
- Il mandante può restringere o ampliare i diritti in qualsiasi momento, senza una validazione esterna sistematica
Sicurezza di accesso a Il mio Proxima: verifiche concrete
Il nome “Proxima” è sufficientemente generico da prestare a confusione. Truffe telefoniche che utilizzano nomi simili sono state documentate in altri contesti digitali. Per un pubblico spesso vulnerabile, alcuni riflessi riducono i rischi.
Controlli prima di ogni sessione
- Verificare che l’URL nella barra degli indirizzi inizi effettivamente con “monproxima.fr” e che il lucchetto HTTPS sia visibile
- Non cliccare mai su un link ricevuto via email o SMS che pretenda di provenire da Il mio Proxima senza verificare l’indirizzo del mittente
- Evitare di memorizzare la password su un dispositivo condiviso in EHPAD o in centro diurno
- Preferire un browser aggiornato (Chrome, Firefox, Safari) per beneficiare delle ultime correzioni di sicurezza
Il phishing rimane il rischio principale per gli utenti anziani. Un’email che imita l’interfaccia de Il mio Proxima e richiede di “aggiornare le proprie credenziali” è uno scenario classico. Il mandante giudiziario non chiederà mai una password via email.

Limiti del portale Il mio Proxima per il monitoraggio della tutela quotidiana
Il mio Proxima risponde a un bisogno di trasparenza tra il mandante e i familiari dell’adulto protetto. I feedback sul campo divergono su questo punto: alcune famiglie trovano lo strumento sufficiente per seguire la gestione corrente, altre rimpiangono l’assenza di funzioni interattive.
Il portale non consente di inviare un messaggio al mandante, né di contestare una spesa, né di avviare una richiesta presso il giudice. È uno spazio di consultazione dei dati alimentati dal software professionale Proxima, non un’interfaccia di dialogo.
Per le famiglie che desiderano andare oltre nel monitoraggio della misura di protezione, la comunicazione rimane classica: corrispondenza, telefono o appuntamento con il MJPM. Il portale non sostituisce il rapporto diretto con il mandante, e non copre nemmeno la preparazione dei conti di gestione destinati al giudice delle tutele.
Questo limite funzionale spiega in parte perché alcuni mandanti non attivano sistematicamente l’accesso per i familiari. Lo strumento ha valore solo se il mandante alimenta regolarmente i dati lato software professionale. Un portale aperto ma non aggiornato crea più frustrazione che trasparenza.
Per le famiglie che accompagnano un familiare sotto tutela o curatela, il primo passo rimane contattare il mandante giudiziario per verificare se l’accesso a Il mio Proxima è disponibile e pertinente nella loro situazione. La piattaforma non si scarica: si ottiene.



